I risultati della nostra ricerca riguardante la parte giuridica

Le attività da noi svolte giorno per giorno 

 

26 settembre 2016

Oggi abbiamo eseguito delle ricerche sulle varie tipologie di impresi esistenti. Abbiamo riportato che esistono imprese di tipo individuale e collettive di tipo lucrativo e quest’ultimo è suddiviso in società di persone e società di capitali, i quali a loro volta sono composti da altri sottogeneri di società.

L’impresa individuale è gestita da una persona fisica, essa ha una responsabilità illimitata nei confronti dei terzi creditori. Sono spesso imprese di modesta grandezza.

La società di persone è costituita da un’autonomia patrimoniale imperfetta. Ciò significa che il patrimonio della società e quello dei soci non è distinto in maniera netta, e quindi i creditori possono agire anche sui beni dei vari soci. Rientrano in questa categoria le seguenti tipologie di impresa: società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice.

La società di capitali è costituita da soggetti giuridici dotati di autonomia patrimoniale perfetta. Appartengono a questa categoria le società a responsabilità limitata, le società per azioni e le società in accomandita per azioni.

 

3 ottobre 2016

Oggi, tutti i lunedì, siamo andati in aula computer dove la professoressa ci ha chiesto di fare una distinzione tra diritto d’autore e diritto di brevetto.

Lo avevamo già visto a scuola ma grazie al progetto abbiamo potuto approfondire questo argomento.

La grande distinzione è che il diritto d’autore si occupa delle opere di carattere creativo, ad esempio nel campo delle scienze, della letteratura e delle arti in genere, e il diritto di brevetto invece ricade sulle invenzioni industriali e tecnologiche.

Queste tipologie di diritti quindi si ritrovano nelle opere d’ingegno, tutto ciò serve per tutelare la posizione dell’inventore (o autore) riconoscendogli sia la paternità dell’opera per il diritto morale e sia il diritto esclusivo a sfruttare economicamente la propria opera per un certo periodo di tempo.

 

10 ottobre 2016

Oggi, durante l’ora di diritto effettuata in aula computer, abbiamo trattato l’argomento della tutela dell’autore o dell’inventore analizzando le differenze tra il diritto morale e il diritto patrimoniale.

Il diritto morale d’autore è il diritto alla paternità dell’opera. L’autore in questo caso può pubblicarla come propria (o anche non procedere alla pubblicazione), opporsi a modificazioni o mutilazioni successive alla pubblicazione.  Non si estingue con la morte del titolare, ma può esser fatto valere senza limiti di tempo dal coniuge, dai figli o dagli altri ascendenti o discendenti (art. 23 della L. 633/41) indipendentemente dal fatto che essi rivestano o meno la qualità di eredi, inoltre è un diritto inalienabile ciò significa che non può essere ceduto ad altri.

Il diritto patrimoniale d’autore è costituito dal diritto esclusivo alla utilizzazione economica dell’opera ed è, in tal senso, paragonabile al diritto di proprietà. Il diritto patrimoniale (detto copyright) è economicamente valutabile; temporaneo cioè non ha durata infinita, dura fino a cinquant’anni dopo la morte dell’autore, limite elevato in alcuni casi fino a settant’anni (art. 17 della L. 52/96) e infine trasmissibile sia agli eredi sia per atto tra vivi.

 

 7 novembre 2016

Oggi abbiamo studiato il brevetto e dalle nostre ricerche abbiamo scoperto che il brevetto è un titolo giuridico in forza del quale al titolare viene conferito un diritto esclusivo di sfruttamento dell’invenzione, in un territorio e per un periodo ben determinati, e che consente di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l’invenzione senza autorizzazione.

Per invenzione si intende una soluzione nuova ed originale ad un certo problema tecnico. Essa può riguardare un prodotto o un processo (metodo, procedimento).

Inoltre abbiamo scoperto che esistono più tipi di brevetto, come ad esempio il brevetto per invenzione ed il brevetto per modello di utilità. L’invenzione è la forma di protezione più forte che viene concessa a quei trovati che hanno un alto grado di innovazione ma che, soprattutto, rappresentano una soluzione nuova ed originale ad un problema tecnico mai risolto prima. Il brevetto per invenzione ha una durata di 20 anni a decorrere dalla data del deposito della domanda e come tutti i brevetti non può essere rinnovato alla scadenza. Mentre il modello di utilità è un tipo di brevetto che viene concesso senza alcun tipo di esame e pertanto è più facile da ottenere ma anche più difficile da proteggere, dura 10 anni e non è rinnovabile. Al modello di utilità si ricorre per proteggere quegli oggetti che rappresentano una modifica di oggetti esistenti che comporta una maggiore utilità o facilità d’uso dell’oggetto stesso.

In conclusione abbiamo imparato che esistono dei requisiti di brevettabilità; essi sono l’industrialità, la novità e la liceità.

 

21 novembre 2016

In laboratorio abbiamo analizzato i requisiti dell’invenzione e abbiamo capito che sono: Novità, liceità e industrialità. Novità: Una delle caratteristiche necessarie ad una invenzione perché sia brevettabile in un paese è che essa sia nuova in quel paese e all’estero, cioè che quando viene depositata la domanda di brevetto, l’invenzione non sia stata resa disponibile al pubblico in quel paese o all’estero con una descrizione scritta o orale, con una utilizzazione o qualsiasi altro mezzo e che l’invenzione non sia stata brevettata in qualunque parte del mondo. Liceità: L’invenzione è lecita quando il suo sfruttamento non sia contrario all’ordine pubblico ed al buon costume. Anche se il brevetto non attribuisce al proprio titolare il diritto di attuare l’invenzione, ma solo quello di vietare a terzi di utilizzare la tecnologia rivendicata, questo limite alla brevettabilità è presente in tutte le legislazioni europee. Industrialità: Un altro requisito di validità del brevetto sussiste nel caso in cui l’invenzione possa essere fabbricata e utilizzata in qualsiasi genere di industria, comprese quelle agricole. È necessario, però, considerare che la semplice possibilità di produrre l’oggetto, non basta per rendere valido il brevetto; l’invenzione, infatti, deve soddisfare un bisogno dell’Uomo, e, se ciò non avviene, le aziende non vorranno produrlo, perché non utilizzabile per nessuno scopo; non vi è, così, il requisito di industrialità.

 

28 novembre 2016

La prof ci ha dato delle domande a cui dovevamo rispondere, abbiamo allora deciso di dividerci in gruppi da 2/3 persone e ogni gruppo doveva rispondere ad alcune domande. Abbiamo ricercato le informazioni necessarie aiutandoci con internet e il libro di testo. Svolgendo questo lavoro abbiamo “studiato” in maniera diversa e una volta concluso, tutta la classe aveva ben chiaro quello che avremo dovuto fare in futuro per compiere al meglio il nostro compito all’interno del progetto.

 

5 dicembre 2016

Oggi abbiamo parlato delle invenzioni del lavoratore dipendente e come esse sono disciplinate dalla legge. Può accadere che un lavoratore, durante l’esecuzione del rapporto di lavoro o al di fuori dell’orario e del luogo di lavoro, realizzi un’ invenzione, ovvero crei qualcosa di nuovo (ad esempio, un oggetto, un processo produttivo o un software) che sia suscettibile di essere utilizzato o di avere un’applicazione industriale.
Sono casi piuttosto rari, ma è importante sapere che tutta la materia non è disciplinata da norme proprie del diritto del lavoro – ad eccezione dell’art. 2590 del codice civile, che spiega come il lavoratore abbia diritto a essere riconosciuto autore “dell’invenzione fatta nello svolgimento del rapporto di lavoro” – bensì dal Codice della proprietà industriale.
I diritti di cui è titolare il lavoratore – al quale spetta sempre il diritto morale di essere riconosciuto autore dell’invenzione – cambiano a seconda del contesto in cui l’invenzione è realizzata:

  • se ciò avviene in adempimento del contratto di lavoro (ad esempio, il lavoratore di un’azienda chimica viene assunto proprio per svolgere attività di ricerca e retribuito proprio al fine di inventare processi nuovi) si parla di invenzioni di servizio; in tal caso, i diritti patrimoniali che ne discendono (tra cui l’equo premio e il brevetto) appartengono al datore di lavoro;
  • se non si è assunti o impiegati proprio al fine di inventare, ricercare o studiare, ma accade che nell’esecuzione delle proprie mansioni si inventi qualcosa di nuovo, si parla di invenzioni di azienda; anche in questo caso i diritti derivanti dall’invenzione appartengono al datore di lavoro, ma il lavoratore ha diritto a un equo premio (un compenso apposito), che viene determinato sulla base di molti fattori (le mansioni svolte, la retribuzione, l’importanza dell’invenzione, ma anche l’apporto che l’organizzazione del datore di lavoro ha fornito al lavoratore autore dell’invenzione);
  • infine, può accadere che al di fuori dell’orario di lavoro e dal luogo di lavoro, il dipendente ponga in essere un’invenzione che riguardi, tuttavia, il campo di attività del datore di lavoro: si tratta delle cd. invenzioni occasionali. Qui è il lavoratore a essere titolare dei diritti patrimoniali e di brevetto; tuttavia, se l’inventore non vuole sfruttare personalmente l’invenzione (ad esempio, non sa come brevettarla) il datore di lavoro ha un diritto di opzione sull’uso della stessa. Anche in questo caso, spetta al lavoratore una somma di denaro.

9 gennaio 2017

Oggi ci siamo preparati per l’uscita che ci sarà prossimamente alla camera di commercio.

Ognuno della classe ha scritto le domande che gli interesserebbe chiedere, infine abbiamo selezionato quelle che la maggior parte dei compagni hanno proposto: 

  • Quanti anni dura un brevetto per invenzione?
  • In base a cosa si determina il costo di un brevetto?
  • Il brevetto vale solo nel paese in cui si è fatto oppure anche in altri?
  • Se si può, qual è il costo per estenderlo internazionalmente?
  • Dove si richiede un brevetto?
  • Quali condizioni bisogna rispettare perché il brevetto sia valido?
  • Cosa bisogna fare se ci accorgiamo che qualcun altro sta usando la nostra invenzione brevettata?
  • Quali sono le conseguenze di non avere un brevetto?
  • Si può fare un brevetto intestato a più inventori?
  • Quanto tempo passa prima che venga concesso un brevetto solitamente?

 

12 gennaio 2017 

Ci siamo recati presso la Camera di Commercio all’ufficio brevetti e marchi per approfondire le conoscenze giuridiche riguardo alla brevettabilità del marchio, le caratteristiche del modello di design e alle conoscenze del modello di utilità.

Al nostro arrivo siamo stati accolti dalla responsabile dell’ufficio Simonetta Gabrielli la quale ci ha chiarito le fasi che ci permettono di avviare la parte giuridica della nostra attività.

Gli argomenti affrontati con la responsabile sono stati:

  • il brevetto e le sue caratteristiche
  • la tutela del marchio
  • gli errori da non commettere nella compilazione dei vari documenti

Ci ha spiegato che il brevetto è un titolo, rilasciato dallo Stato, che attribuisce al suo titolare la facoltà esclusiva di attuare l’invenzione e di trarne profitto nel territorio dello Stato.

Grazie ad un’apposita cartelletta contente i vari documenti, consegnataci all’inizio dell’incontro, abbiamo potuto capire quali erano le fasi della compilazione di un brevetto per invenzione industriale, per modello di utilità, per disegno e modello o per marchio d’impresa.

Inoltre ci ha fatto presente che il linguaggio con la quale si sottoscrive un brevetto deve essere un linguaggio puramente tecnico, cioè brevettabile.

A seconda del tipo di brevetto, la responsabile, ha spiegato che lo stesso ha una durata e un costo differente; ad esempio un brevetto per invenzione ha una durata di 20 anni e un costo di 120 euro (10 pagine), un brevetto per modello di utilità invece ha una durata di 10 anni e un costo di 120 euro mentre un brevetto per disegno, modello e marchio ha un costo di 250 euro se registrato a livello europeo.

Ci ha spiegato anche che esistono tre tipi di registrazione:

  • la registrazione italiana (UIBM)
  • la registrazione Unione Europea (ufficio dell’UE)
  • la registrazione internazionale (OMPI – WIPO)

Altra cosa molto importante che ci ha ricordato è stato il fatto di come depositare il marchio; cioè se il marchio viene depositato a colori non si può più cambiare mentre se lo si deposita in bianco e nero c’è la possibilità, in un secondo momento, di cambiare il colore.

Infine, queste informazioni ci consentiranno poi di brevettare il nostro rilevatore di gas (monossido di carbonio e metano). 

Questi sono alcuni documenti fac-simile che ci ha fornito la Camera di Commercio per aiutarci a capire quali informazioni e dati servono al fine di riuscire a portare a termine il nostro ruolo.

 

23 gennaio 

Oggi si è recata presso il nostro istituto la Signora Sonia Decaminada con la quale abbiamo avuto un incontro. 

Il suo compito è stato quello di darci maggiori informazioni su come svolgere il lavoro a noi assegnato, ovvero per capire come brevettare logo, marchio e modello di design dal punto di vista giuridico.

Inoltre è stata in grado di dare a noi una visione più ampia dell’ente di ricerca con cui lavoriamo, “Fbk”. Un’istituzione con la missione di trovare nuove conoscenze.

Ha dato ha noi una delineazione dei passi per poter proseguire dall’attività di ricerca e sviluppo, al risultato, alla diffusione e tutela di quest’ultimo per poi arrivare alla valorizzazione economia del prodotto finale.

è stato molto entusiasmante sentire che l’ente per cui lavoriamo, ha dei rapporti con delle imprese giapponesi nel ambito della sensoristica.

L’incontro è stato molto interessante ed utile poiché ha permesso a noi studenti di ampliare il nostro bagaglio di informazioni per svolgere al meglio il nostro lavoro così da poter proseguire nel migliore dei modi giungendo al risultato finale!

 

13 febbraio 2017

Dopo l’uscita alla Camera di Commercio del 12 gennaio, dove ci sono stati consegnati i moduli da compilare e delle guide per compilarli, e l’incontro con Sonia Decaminada abbiamo potuto iniziare a studiare bene i moduli che ci sono stati forniti dalla Camera di Commercio.

Abbiamo letto insieme le guide e, da questa piccola lettura, è emerso che ci mancavano dei dati essenziali per la corretta compilazione dei moduli come, ad esempio, il nome dell’inventore designato quello del richiedente della domanda di registrazione. Senza questi dati la domanda non poteva essere completa e non avremmo potuto inviarla alla Camera di Commercio per depositarla. Insieme abbiamo quindi inviato una e-mail a Pierluigi Bellutti a cui abbiamo chiesto tutto ciò che ci mancava.

Consapevoli che comunque la risposta non sarebbe arrivata presto abbiamo continuato la compilazione degli altri campi richiesti dai modelli per la ‘domanda di registrazione per disegno e modello e per la ‘domanda di registrazione per marchio d’impresa’.

Alla fine della giornata però i dati richiesti non ci erano ancora stati forniti ma ci era stato detto che i dati non li avremmo mai ricevuti. A questo punto abbiamo deciso insieme che avremmo finito di compilare i moduli con dei nomi inventati e che queste domande non sarebbero mai state inviate alla Camera di Commercio in quanto riportano dati falsi.

 

17 febbraio 2017 

In data odierna ci è stato richiesto di osservare e valutare tutti i vari rilevatori di gas. FBK ha creato una pagina web dove vi erano collocate diverse immagini; in queste immagini venivano raffigurati attraverso dei disegni in 3d tutti i possibili prototipi di rilevatore di gas. Inoltre il nostro compito era quello di scegliere tre rilevatori e metterli in ordine di preferenza, questo lavoro doveva essere svolto da ogni singolo componente della classe. Una volta presa la nostra decisione dovevamo compilare un questionario online, inserendo il numero che vi era stato correlato all’immagine scelta. Una volta compilato il questionario, tutte le nostre scelte e quelle altrui, verranno raccolte nel database del progetto Domosens; dove alla fine verranno scelti i tre rilevatori di gas con la maggioranza di voti raccolti.

 

6 marzo 2017

Siamo stati invitati ad un’assemblea svolta alle ITI a cui hanno partecipato tutte le classi coinvolte nel progetto di creazione del rilevatore gas e metano. L’assemblea è stata tenuta da un ex studente delle ITI che ci ha illustrato come sarebbe avvenuta la realizzazione del sensore in termini fisici e ci ha quindi illustrato tutti i materiali che sarebbero stati utilizzati spiegandoci per ognuno di essi l’utilità e i vantaggi rispetto a materiali simili. Alla fine della presentazione c’è stato il momento delle domande in cui gli studenti, specialmente quelli delle ITI, hanno esposto i loro dubbi e pareri allo specialista. Il risultato sarà un rilevatore creato con i materiali più adatti che avrà come punto di forza il design. In conclusione questa assemblea è stata utile a tutti per avere ben chiaro in mente quale sia il “soggetto” di questo lavoro dando così un aiuto a capire eventuali punti di forze e di debolezza e completare al meglio il nostro lavoro.

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